Il Senato ha approvato il disegno di legge per la stabilizzazione degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione (ASACOM), operatori essenziali per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali. Il provvedimento mira a trasformare decine di migliaia di contratti precari in rapporti di lavoro stabili, inquadrandoli nel comparto delle Funzioni locali degli enti territoriali.
Il testo, unificato dai disegni di legge S.236, S.793 e S.1141 e relazionato dai senatori Raoul Russo e Mario Occhiuto, è ora in attesa del passaggio alla Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva.
Profilo e ruoli della figura professionale
Il disegno di legge definisce l’assistente per l’autonomia e la comunicazione come un operatore socio-educativo con funzioni specifiche:
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Mediazione e assistenza alla comunicazione, facilitando l’interazione tra lo studente, la scuola e il contesto sociale.
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Supporto all’acquisizione di autonomie personali e relazionali negli ambiti educativo, didattico e formativo.
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Collaborazione alla stesura, attuazione e verifica del Piano Educativo Individualizzato (PEI).
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Promozione dell’integrazione dello studente con disabilità nella classe e nella comunità scolastica.
La figura si colloca in una dimensione di raccordo tra il sistema scolastico e quello socio-assistenziale, distinguendosi sia dall’insegnante di sostegno (parte del corpo docente) sia dall’assistente di base e igienico-personale.
Requisiti di accesso alla professione
La normativa prevede diverse possibili qualifiche per accedere alla professione di ASACOM:
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Laurea specifica nel settore delle Scienze dell’Educazione (L-19) o possesso della qualifica di educatore professionale socio-pedagogico.
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Diploma di scuola secondaria di secondo grado unito a un attestato di superamento di un corso professionale riconosciuto da Regioni e Province Autonome.
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Esperienza pregressa: almeno 24 mesi (anche non continuativi) di servizio come assistente presso le istituzioni scolastiche, possedendo il diploma di scuola secondaria di secondo grado.
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Percorso formativo specializzato di almeno 830 ore, di cui 810 dedicate alla pratica della Lingua dei Segni Italiana (LIS).
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Esperienza consolidata di almeno 36 mesi nel ruolo, sempre all’interno del sistema nazionale di istruzione.
Percorso di stabilizzazione e procedure di assunzione
Il provvedimento stabilisce un percorso chiaro per la regolarizzazione del personale attualmente in servizio:
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Competenza agli enti territoriali: la responsabilità di attivare e gestire la figura professionale è attribuita agli enti locali (Comuni, Città Metropolitane, ecc.).
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Concorso pubblico riservato: nella prima fase di applicazione, sarà indetta una procedura concorsuale riservata a coloro che abbiano già maturato almeno 36 mesi di servizio presso gli enti territoriali o i soggetti affidatari.
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Priorità di assunzione: sarà data precedenza al personale già in servizio con contratto in corso al momento dell’entrata in vigore della legge.
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Definizione del profilo: entro 120 giorni dall’entrata in vigore, un accordo in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni dovrà definire in dettaglio l’ambito di attività, le funzioni e l’ordinamento didattico della figura. Il contratto collettivo nazionale del comparto Funzioni locali stabilirà poi il trattamento economico e le caratteristiche del profilo professionale.
L’iter parlamentare del provvedimento
Il percorso legislativo, come documentato nel fascicolo del Senato, ha avuto inizio nel maggio 2024:
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15 maggio 2024: Presentazione del disegno di legge S.1141 da parte del senatore Roberto Marti.
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31 luglio 2024: Nomina dei relatori per le Commissioni riunite 7ª (Istruzione) e 10ª (Affari Sociali): i senatori Mario Occhiuto e Raoul Russo.
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28 ottobre 2025: Approvazione di una serie di emendamenti in Commissione, che hanno modificato il testo iniziale.
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27-28 gennaio 2026: Approvazione del testo unificato (che riunisce i DDL S.236, S.793 e S.1141) prima in Commissione e poi in Assemblea del Senato.
Prospettive e impatto atteso
Dopo 34 anni dall’istituzione di questa figura con la legge n. 104 del 1992, il provvedimento rappresenta una svolta per migliaia di lavoratori che hanno svolto il proprio servizio in condizioni di precariato, spesso con contratti a tempo determinato rinnovati di anno in anno tramite cooperative sociali.
La stabilizzazione ha l’obiettivo dichiarato di:
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Garantire continuità didattica e relazionale agli studenti con disabilità, che potranno beneficiare della presenza di personale formato e stabile.
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Riconoscere e valorizzare professionalità spesso costruite sul campo attraverso anni di esperienza.
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Razionalizzare e uniformare a livello nazionale le modalità di gestione di un servizio essenziale per l’inclusione, finora regolato da discipline regionali differenziate.
Con l’approvazione del Senato, il testo di legge è ora pronto per l’esame dell’altro ramo del Parlamento, dove potrà ricevere la definitiva approvazione.





